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MUSICA RINASCIMEN
tale per Chitarra
Per Mandolino
Trattati Manoscrit
ti di Musica e Di
CULTURA POPOLARE
Un mio sogno
ricorrente è portare una festa popolare del Sud Italia qui in Alto Adige, una
festa densa di suoni di emozioni e di movimento, un’ "attimo
fuggente" che lasci traccia di sé e avvinca come un bisogno irrefrenabile
da rivivere periodicamente ; non una mera riproduzione ma un vero
coinvolgimento emotivo per tutti, musicisti e pubblico.Così ho pensato alla
"Notte della Taranta" e ho preso in prestito il nome da un
evento annuale che si tiene a Melpignano, piccolo centro della bellissima e
ammaliante terra del Salento. E’ stata un’impresa difficoltosa invitare in Alto
Adige i "veri musici" della Tradizione Popolare del Sud Italia
!....ma amo le imprese impossibili : quindi a Bolzano e a Merano c’è
stato lo spazio vitale necessario alle loro poche esigenze (la famosa
"ronda" del ballo della pizzica tarantata) considerato che questi
artisti "puri" sono legati alla loro terra in maniera viscerale dove
rivivono la simbiosi naturale tra musica spiritualità e pubblico, che li invita
a cantare e a ballare e alla fine di ogni brano esclama nel dialetto griko
"alla bua !" (altra cura !). Principalmente intendo rispettare la
ricerca continua tra passato e presente dei musicisti e il loro impegno naturale
nel compilare un repertorio musicale che entri nel cuore e nelle emozioni di un
pubblico "affamato" di energia e di purezza stilistica, come quello
dell’Alto Adige.
Nella piazza dedicata a Walther von Vogelweide,
"menestrello" medievale di gran classe, è stato allestito un
palcoscenico basso per permettere agli artisti di essere quanto più possibile a
contatto con la gente ; intorno al palco si è formato uno spazio circolare
libero, dentro il quale i ballerini hanno ballato e sulla circonferenza della
"ronda" il pubblico ha assorbito la forza della musica e degli
interpreti, tra i migliori nel Salento e in Campania, il tutto è stato
sottolineato da luci naturali di fiaccole e da un braciere che è arso, su tre
piedistalli, come in un rito dionisiaco.
L'evento è stato annunciato da 7 dibattiti-musicali riguardanti
il fenomeno del Tarantismo collegato a motivazioni sociali e a contesti
apparentemente dissimili (ma uniti dalla simbologia) come l'esoterismo, i
dervisci, lo sciamanismo e le favole popolari. Ho chiesto al mio carissimo
amico il Prof. Eugen Galasso che con i
suoi numerosi titoli accademici, meglio ancora con la sua ricerca personale e
affannosa sul Tarantismo, ha discusso in maniera semplice col pubblico,
ammaliato non solo dal tema discusso ma anche dalla presenza di musicisti e
ballerini di pizzica; c'è stata anche la preziosa collaborazione di Claudio
Garofalo, musicoterapeuta e percussionista fondatore dell'Istituto di
Musicologia "La Clave" di Trento, nel dibattito "Il potere
curativo del tambureggiamento", che ha letteralmente coinvolto il
pubblico.
— A l e s s a n d r o D’ a l e s s a n d r o
Nato a Napoli,
ha studiato chitarra classica e composizione nella sua città con il M° Eugenio
D’Alessandro e a Torino con il M° Antonio Jorio. Successivamente ha collaborato
con i più famosi musicisti della “ Napoli-sound”. Ha allestito spettacoli
musicali e teatrali a Milano,
Roma,Torino, Napoli, Bari, Bolzano, Arezzo. Ha costituito nel 1977 a Torino il
gruppo di musica etnica del sud Italia “Folkinsieme”, con cui si è esibito in
diversi teatri di Torino e Napoli, ottenendo un lusinghiero successo sulla
stampa nazionale. Ha svolto una ricerca sulla musica Rinascimentale italiana,
soffermandosi su Julio Segni da Modena detto “il biondino”, e ha trascritto le
musiche di quest’autore e di A.Willaert
per chitarra classica, tenendo una serie di concerti in Alto Adige
denominati “Il musico di corte”, tra i
quali riveste un particolare significato quello svolto presso Il Palazzo della
Magnifica Comunità di Fiemme a Cavalese (1991). Ha partecipato al Concorso
Internazionale di colonna sonora per il cinema “Trento Cinema” e ha
composto musiche per alcuni film
d’essai di autori partenopei, e musiche di scena per il teatro. Ha allestito al
Circolo Cittadino di Bolzano un recital di canzoni partenopee d’autore
intitolato “Evviva l’amore!”, interamente dedicato alla figura di Salvatore Di
Giacomo, sia come poeta sia come
letterato, e “Una serata con Eduardo” dedicato al teatro di De Filippo,
inoltre presso il circolo giovanile “Gloomy” di Bolzano ha tenuto una serie di
spettacoli, tra cui “una serata per Riki” dedicata ai drammi teatrali del
fratello Riki D’Alessandro, attore e drammaturgo prematuramente scomparso a 37
anni.
Ha partecipato all’evento
poesia/musica “ Lit Art” presso le passeggiate lungotalvera a Bolzano (1982) e
ai concerti a favore della ricerca sull’Aids, promossi dalla L.I.L.A. di
Bolzano, a Bolzano in Piazza Walther (Live Aids-1994) e all’auditorium Roen. Ha
organizzato il concerto del duo chitarristico Walter Salin e Massimo Zaccari,
presso il Circolo Cittadino di Bolzano.
La
riscoperta della musica antica partenopea, dalle Canzoni popolari e le
Villanelle del sec. XV/XVI agli autori del ‘600 Napoletano è sempre rivissuta
ed elaborata in maniera attuale, per facilitarne la fruizione. E’ ricercatore
sulle tradizioni popolari del sud Italia, riportando testimonianze audio e
video di molte feste Mariane nel Napoletano e processionali nel Salento. Ha
fondato nel 1996 con il Prof.Eugen Galasso l’Associazione culturale “I cani
randagi di Pesco”, con artisti locali tra cui
Flora Sarrubbo ( attualmente attrice nel Teatro Stabile di Bolzano) e
Barbara Fingerle. Con questa compagnia ha allestito un testo graffiante di
Eugen Galasso “Seven”, su alcuni aspetti della vita di Andy Warhol e la sua
Factory ( Museo Arte Moderna-Bolzano / Circolo Cittadino di Bolzano).
Successivamente
ha fondato l’Associazione culturale “Musica, teatro e tradizione popolare”, con
il Prof. Galasso e molti intellettuali e artisti italiani, con cui si occupa
della ricerca e la divulgazione delle tradizioni popolari italiane. Altre
partecipazioni in teatro: “Napoli off limits”(1993-Museion a Bolzano e a
Milano) di e con Riki D’Alessandro, sull’occupazione americana nel dopoguerra a
Napoli; “Mediterranea”(1993/1994) sulle
origini di Napoli e la leggenda di Partenope e Cimone; Napoli nel cuore,
recital di canzoni napoletane classiche (1997) all’ex.Gil di Bolzano ; “Il ‘400
Musicale Napoletano”, suoni voci e musiche del sec. XV tra le occupazioni
Angioine e Aragonesi nella Napoli dell’Ars Nova al Carambolage di Bolzano e al Theater in der Altstadt di Merano
(1997/1998). Gli allestimenti teatrali
e musicali in collaborazione con
Giovanni Zurzolo e la sua compagnia “Teatro PraTIKo” di Merano sono stati : “I
balli di Sfessània”(“Bolzano Estate”1999) sul lungotalvera a Bolzano;“Sacre
Coeur” a Monteneve/museo delle miniere (Alto Adige), teatro-peregrinaggio con
alcune compagnie di teatro e danza internazionali; “Strix” (1° Premio per la
collaborazione tra Associazioni della Provincia Autonoma di Bolzano-2001);
“Medea”(2002 con la regia di Cora Herrendorf, inserito nel Progetto formazione
teatrale finanziato dal Fondo Sociale Europeo); “Masaniello, a ferro e fuoco!” (2000“Bolzano
Estate”), spettacolo di strada sulla figura epica del “generalissimo”Tommaso
Aniello d’Amalfi nella Napoli barocca, in tourneé a livello nazionale;); il 2°
festival di musica etnica del sud italia
“La notte della Taranta” a Terlano(Bz) -Raiffeisenhaus (2002).Il 1° festival di musica etnica del
sud italia “La notte della Taranta” si è svolto in Piazza Walther a Bolzano
(2001); “Tarantula rubra ensemble”,
concerto di due gruppi del salento in Piazza Walther a Bolzano(2002).
Con
il Prof. Eugen Galasso si sono svolte Conferenze e Dibattiti Musicali presso
alcune librerie e al Carambolage a Bolzano sulla tradizione popolare
favolistica campana; sui canti popolari dell’Italia centrale, sud e isole; su
Dante, Virgilio e sulla letteratura dai sec.XV ad oggi; sul teatro antico e
moderno; sull’esoterismo, lo sciamanesimo e il sufismo dei dervisci rotanti,
collegati al fenomeno del “Tarantismo”; sull’aspetto sociologico”il tarantismo
e i giovani del 2000”.
Il 21/10/2002 la Tv locale TVB33 trasmette
per il ciclo”40 quarti d’ora” una puntata dedicata ai “ritmi mediterranei”, con
un’intervista allo scrivente (Zelig film). Vive a Bolzano dal 1980.
La donna che aveva superato la menopausa era la narratrice di favole, trasmetteva le ricette con le
medicine naturali, insegnava ai bambini i valori ed i principi della religione
tradizionale; una funzione essenziale che si è dissolta con lo sviluppo della
società postindustriale e con la dequalificazione di ruolo e di significato
dell’anziano. La musica in questi contesti narrativi non è una forma rigida, ma
si veste e prende senso a seconda della visione propria del suonatore di che
cosa evoca in lui quel particolare favola o il pubblico.
Nelle processioni dedicate alla Madonna
ci sono sempre stati canti che
l’accompagnavano, e movenze ritmo-melodiche pagane. La pulsione ritmica anche
se disorganica è sempre viva, sia nella
confusione di una festa rituale dove la stanchezza del sacrificio fa parte del
contesto, che nella partecipazione narrativa del raccontafavole, circondato da
gente di tutte le età . Ritornano i canti e le musiche che sono vissute per
anni nelle campagne, nei paesini,
spesso abbandonati dagli emigranti .
Il popolare è il racconto di esperienze di vita in prima persona,
sono i volti scavati dalla fatica, mani piene di calli, il vestito della
domenica sgualcito e impolverato che viene rammendato in onore delle festività.
Frammenti di vita umana che si traducono in musica e danza, in una coreografia
fatta di realtà e di testimonianze che non abbisognano di parlare. Si pensi anche ai materiali con cui sono costruiti i
tamburi a cornice o tammorre: pelle di capra, filo di ferro, chiodini, pezzi di
latta ritagliati da scatole di confetture che diventeranno poi i sonagli. Tutto
serve, ad uno scopo altro, può essere riciclato ritrasformandolo, e
ri-plasmandolo in un è in divenire, in una continua trasmutazione della materia, un’ alchimia che attraverso parti inanimate del quotidiano
si fa suono, : così come vi sono precisi rapporti e nessi di senso tra
strumenti musicali e di lavoro; quando la voce non basta è la percussione
dell’oggetto del quotidiano che diventa il naturale sostegno e prolungamento
della fatica di vivere. La favola
popolare all’origine è la funzione
magica primitiva che ci ricollega al tutto; là dove essa è ancora viva
nei paesi e nelle campagne, nei rituali religiosi pagani, nelle feste, nella
danza, e nella musica con i suoi strumenti : flauti, launeddas, fisarmoniche ,
organetti, ciaramella, zampogne, scacciapensieri, tammorre, castagnette, cupa
cupa e altro ancora, in relazione con la fioritura degli alberi, le stagioni, i
rapporti umani, le sonorità della natura,
i suoi equilibri, il movimento e la vita stessa con le sue sfumature.
Dipende dal contesto “culturale” in senso aperto, (quindi cultura è tutto, il
ciabattino, il lattaio, l’odore degli indumenti del contadino appena uscito
dalla stalla, il vino che fermenta, la legna bagnata sul fuoco) in cui si vive,
dalle associazioni simboliche, dalle possibilità rievocative, che fin da
piccoli s’imparano a fare: ascoltare e raccontare storie.
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sede –Via Garibaldi, 6 39100 Bolzano